COMUNICATO 

dell’Associazione di genitori adottivi ed affidatari “perTalea” Aps

in seguito alla trasmissione  di Teletruria  ‘Come adottare un bambino

L’Associazione di genitori adottivi ed affidatari “PerTalea”– vista l’intervista rilasciata a Teletruria “Come adottare un bambino” da parte dell’Avv. Rossella Angiolini in studio con Susanna Cutini – sente il dovere e l’urgenza di rilevare una serie di inesattezze che sono state dette in proposito. Un argomento così importante è stato trattato con superficialità ed approssimazione, farcito di luoghi comuni e fornendo informazioni scorrette.

La narrazione dell’adozione, infatti, spesso porta con sé un bagaglio di pensieri e linguaggio stereotipati che finiscono per rappresentare l’adozione stessa in maniera quasi polarizzata. Eppure, per quanto difficile – soprattutto in pochi minuti – raccontare in maniera corretta la complessità di una realtà dalle mille sfaccettature, ciò è assolutamente necessario per restituire giustizia ai minori, ai loro genitori e alla società di cui fanno parte.

In tale quadro la scelta delle parole usate dai media che forniscono un servizio pubblico e da chi professionalmente e per titoli dovrebbe avere conoscenze in merito diviene fondamentale.

In particolare, in base alla la Legge n. 184/83:

  • In Italia non è ‘ difficile ’ adottare un bambino, semmai potrà essere difficoltoso in quanto vi è una procedura da seguire, ad oggi ancora lenta
  • Gli operatori delle case famiglia non sono ‘restii’ a dare in affidamento o in adozione i bambini, in quanto percepiscono dei contributi. Le case famiglia sono piccole strutture/comunità di tipo familiare (che possono accogliere fino a sei ospiti), con funzioni di accoglienza e bassa intensità assistenziale, bassa e media complessità organizzativa, destinate ad accogliere utenza priva del necessario supporto familiare o per la quale la permanenza nel nucleo familiare sia temporaneamente o permanentemente impossibile o contrastante con il progetto individuale. Svolgono un lavoro fondamentale ed a volte anche difficile.
  • Allo stesso modo, i genitori adottivi non sono persone straordinarie dotate di amore oltremisura, sono genitori che vivono una genitorialità certamente  complessa e che si impegnano  per esserlo al meglio. Non è necessario aggiungere enfasi per riconoscere il valore della genitorialità adottiva.
  • L’età richiesta alla coppia per poter adottare un bambino non è assolutamente ‘fra i diciotto ed i quarantacinque anni’. Questa forbice di età è la differenza che deve intercorrere fra adottante ed adottato.
  • La procedura descritta nell’intervista non è corretta. Infatti, una coppia che vuole adottare un bambino presenta istanza al Tribunale per i Minorenni competente per territorio, il quale senza fissare alcuna udienza, dispone l’esecuzione di indagini ai servizi volte ad accertare la capacità di educare il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l’ambiente familiare dei richiedenti, i motivi della domanda. All’esito di tale indagine, i servizi redigono due relazioni depositate al Tribunale per i Minorenni. Quest’ultimo fissa a questo punto un’udienza di audizione della coppia, e successivamente emette il decreto di idoneità.
  • L’espressione ‘ti rovesciano come un calzino’ è assolutamente inaccettabile!, così come ‘io sono la prima della lista mi tocca il bambino’, ‘e non è che poi si può restituire’, ‘no ve lo tenete’. Questa tipologia di linguaggio – assolutamente inaccettabile – non può che essere fortemente censurata.
  • Per l’adozione internazionale sono state dette ulteriori inesattezze. La coppia idonea si rivolge ad Enti per l’Adozione Internazionale che sono in Italia, non all’estero, e le parole ‘paghi’  e ‘bisogna essere ricchi’ sono anch’esse inaccettabili. Ciò che si ‘paga’ è un servizio complesso, che comprende numerose traduzioni nella lingua del Paese scelto, documentazioni necessarie, e ovviamente viaggi all’estero.  Inoltre nella stessa L. 184 che disciplina l’istituto dell’adozione e dell’affido, è prevista la deducibilità delle spese sostenute per l’adozione nazionale e internazionale per il 50%.
  • Altra inesattezza è la necessità di un avvocato per intraprendere la procedura di idoneità. Ciò non è assolutamente necessario.

Pertanto, sono state fornite tramite un servizio pubblico, informazioni non corrette e stereotipi sull’adozione con l’utilizzo di un linguaggio quantomeno inappropriato.

Chiediamo dunque la diffusione di questo nostro comunicato perché queste precisazioni possano raggiungere le persone che hanno assistito alla puntata dedicata all’argomento dalla vostra emittente, con l’auspicio che esse siano stimolate ad informarsi correttamente e aiutate a conoscere la realtà adottiva senza semplificazioni.

Organizzatore:

Per Talea APS

15 aprile 2024

Comunicato

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